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S.O.S. Volontari

Franca Esposito - 2 Giugno 2010


Vacanze condivise

Negli anni Novanta, per impulso del presidente, Franca Esposito, e di suoi amici hanno effettuato la scelta preferenziale degli ultimi, cioè mettere al primo posto nell'attività pastorale coloro che sono maggiormente in difficoltà, in sintonia con lo stile di Gesù nel Vangelo. Da quel giorno hanno incominciato a fare esperienze estive di volontariato con i disabili a Lourdes e poi in vacanza a Viterbo, Cesenatico, Andalo, Gubbio, Senigallia ecc..., da allora presso l'associazione DI.VO., si prese in quegli anni coscienza della realtà dell'handicap. A quel tempo, nel territorio campano, l'handicap era associato ad una forte emarginazione. Le stesse famiglie tendevano a tenere isolati i disabili per questioni di vergogna e senso di colpa e non avevano relazioni con il contesto sociale. Ci si rese conto che in quel momento storico i portatori di handicap erano davvero gli ultimi tra gli ultimi e che era verso di loro che si doveva indirizzare l'attenzione della comunità. Così ebbero inizio le vacanze di condivisione estive che coinvolsero una cerchia allargata di persone, come condivisione nel tempo straordinario delle ferie. Il filo conduttore di tutte queste esperienze è la convinzione che l'handicap non richiede carità o assistenzialismo, ma la disponibilità di mettere in comune parte della propria vita. Nasce così uno stile di vita alternativo che trasforma le relazioni in positivo perchè crea legami autentici disinteressati e liberi tra le persone. Insieme, ognuno - che sia disabile o volontario - ha modo di andare oltre i propri limiti fisici, mentali o di cuore. La fede si incarna così nei fatti dove si incontrano alla pari credenti e no.Nata come piccola esperienza, la DI.VO. ha continuato il suo tragitto e oggi accoglie molti volontari da tutta la Campania e d'Italia.

PERCHE' LE VACANZE COINDIVISE

Per l'Associazione DI.VO. è una sorta di scommessa: quella di provare che nascono relazioni positive non quando gli altri sono come io li voglio ma quando li accolgo così come sono, senza tante storie. Qualcuno può avere dei dubbi che istintivamente lo bloccano. QUESTO E' NORMALE. Tutto quello che si può dire è che provando, buttandosi, li si supera molto più facilmente di quanto non si pensi.

Dal punto di vista dei ragazzi disabili è molto semplice: cambiare aria, cambiare facce, fare vacanza. Anche per le loro famiglie, i dieci giorni sono un'occasione preziosa di svago e di riposo. Di fatto questo dipenderà dal numero di partecipati: più saranno, più disabili potranno essere accolti.

Per gli accompagnatori le motivazioni sono le più diverse e personali.
Provare un'esperienza nuova ed intensa, per esempio.
Oppure verificare nel concreto i propri valori di fede o di solidarietà umana.

Nata per chi viene lasciato all'ultimo posto, fa scoprire a tutti che c'è un altro mondo tra noi, un modo migliore di stare con gli altri, di divertirsi, di vedere le cose.

Se non hai tempo da perdere, o se vuoi perderlo bene, vieni.

Sono due vacanze di dieci giorni (al mare e in montagna): giornate belle e allegre scandite da gite, serate, momenti di divertimento, incontri con persone nuove.

Sono VACANZE DI CONDIVISIONE: cioè con e per gli altri. Gli altri sono disabili che senza di voi, accompagnatori, non potrebbero vivere queste vacanze.
Non si tratta di fare assistenza, ma di intrecciare relazioni cordiali per vivere gioiosamente il tempo che si trascorre assieme, uniti da sorrisi, occhi, gambe e mani.

Ciascun accompagnatore garantisce la presenza di un disabile in più. Ogni anno riceviamo decine e decine di richieste.

ABBIAMO BISOGNO DI VOI PER DIRE SI' E REGALARE MOMENTI DI FELICITA'.

info. 329 43 65 105





 

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