Finalmente anche in Abruzzo, dopo quattro anni di duro lavoro d'incontri, convegni, congressi e nonostante i grossi problemi che in questi anni si sono susseguiti, come lo scandalo della sanità e il terremoto, anche nella nostra regione grazie alla delibera dell'8 marzo n.149/2010 che tratta il nuovo PLNA 2010-2011 siamo riusciti a far inserire nella tipologia dei vari interventi al punto 2.6.2 l'Assegnazione per progetti.
Che cosa significa questo? È un beneficio economico finalizzato appunto alla Vita Indipendente che è assegnato alla persona con una gravità invalidante ma che nonostante tutto ha la possibilità di autogestirsi, di decidere personalmente come e dove vuole vivere e chi si deve prendere cura di esso.
Questa modalità di assistenza è definita in forma indiretta perché non è più l'ambito territoriale a prendersi carico di assistere la persona disabile delegando, spesso o quasi sempre, questo servizio ad altri. Con il metodo della forma indiretta si da la possibilità alla persona disabile, che ne fa richiesta, di gestire la sua vita come fanno le persone che non hanno la disabilità.
Questo permette una qualità di vita migliore ma soprattutto un grosso risparmio economico perché sono azzerati i costi di gestione del servizio stesso che equivale a circa la metà dei soldi stanziati per questo servizio.
Chi vi scrive è il responsabile regionale del movimento Vita Indipendente Abruzzo e membro del consiglio direttivo dell'Associazione AIAS sezione di Lanciano Onlus. Ovviamente devo fare delle osservazioni perché non è stato facile far capire a tutti la validità di questi progetti; nonostante il sottoscritto ha inviato a tutti gli ambiti territoriali abruzzesi una dettagliata lettera per far comprendere meglio l'opportunità che si presentava per dare una svolta al tradizionale sistema di assistenza alle persone non autosufficienti.
Purtroppo, non tutti gli ambiti territoriali sono stati in grado o non hanno voluto comprendere quest'opportunità, pochi invece hanno capito che con questi progetti si poteva fare meglio e hanno deciso di far partire una piccola sperimentazione di due - tre progetti.
Uno di questi ambiti è proprio la comunità Montana Medio Sangro, i cui sindaci hanno creduto e hanno avuto il coraggio di cambiare mentalità in materia di assistenza. A loro e al personale amministrativo, vanno i nostri più grandi ringraziamenti. Tra i componenti amministrativi un ringraziamento particolare va alla la Dott.ssa Rossella TRAVAGLINI che durante le sedute di concertazione per l'inserimento dei progetti all'interno del succitato PLAN, ha saputo ben argomentare i punti salienti a favore dello stesso.
Queste squisite e coraggiose persone, insieme agli interlocutori politici della Regione Abruzzo che hanno offerto l'opportunità con l'inserimento appunto nel PLAN della richiesta di progetti di Vita indipendente, hanno permesso alla filosofia della Vita Indipendente di entrare anche, se per il momento timidamente, nel nostro territorio regionale.
Occorre segnalare che vi sono anche altri ambiti che hanno programmato una sperimentazione, ma scrivo quest'articolo per il giornale online di Torricella perché in questo progetto ho dato la mia disponibilità quale esperto sull'argomento e ne sono veramente fiero, sinceramente sono anche un po' invidioso perché il mio ambito di appartenenza, in particolar modo il comune di Lanciano, di quest'opportunità non ne ha voluto tener conto, nonostante abbiamo spiegato i notevoli vantaggi che ne traevano sia le persone, sia l'ente erogatore del servizio.
Si è preferito che prevalesse una piccola minoranza ottusa e miope, per continuare a fare, con i soldi destinati alla non autosufficienza, del puro clientelismo politico assegnando questi servizi al metodo tradizionale, costoso e inefficiente.
In alcune Regioni Italiane questi progetti sono iniziati a partire dal 1999 e alcuni Ambiti hanno attivato progetti individuali di assistenza con pagamenti indiretti. Da allora i progetti di Vita Indipendente sono significativamente aumentati in tutta Italia, segnalando la validità di questo nuovo approccio all'assistenza, ma nonostante la richiesta sia in continuo aumento in tutto il paese, essa rimane spesso inevasa per volontà politica, cavilli burocratici o discrezionalità amministrativa, privando così molte persone con disabilità di tale diritto restando di fatto agli arresti domiciliari o segregati in strutture istituzionalizzanti con un grave danno economico per il paese. Faccio notare che in molte nazioni Europee, una fra queste la Svizzera, hanno chiuso gli istituti e attivato, per l'assistenza delle persone disabili, i progetti di Vita Indipendente.
Nicolino DI DOMENICA
Responsabile Movimento Vita Indipendente Abruzzo
Consiglio Direttivo AIAS sezione di Lanciano Onlus
Recapiti:
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Giornale che ha pubblicato l'articolo - pagina 8 (http://www.pianetabile.it/PDF/chisidice15-pagina8.pdf)