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Libri


Questa pagina è nata con l'obiettivo di presentare e valorizzare certa letteratura pubblicata e scritta da persone disabili o dai loro familiari.
Per noi che viviamo alcuni aspetti della vita, ogni pagina è motivo di riflessione, di ricordi, di partecipazione; in questo "cammino", in questa maturazione nata dalle difficoltà di una realtà non voluta, è bello riconoscersi nei pensieri, nei tentativi, nelle sconfitte e nelle conquiste di un altro.
Vi invitiamo quindi a far conoscere squarci di vita, momenti speciali, esperienze, straordinarie conquiste, traguardi che sembravano impossibili... ma anche "pagine di poesia"...di amicizie!



TRAMONTO, BUIO, LUCE

Copertina del libro TRAMONTO, BUIO, LUCEVi segnaliamo il sito di una giornalista e scrittrice Vitina Maioriello (http://vitinamaioriello.altervista.org/index.php?option=com_content&task=view&id=16&Itemid=34)

E qui di seguito una nota dell'autrice che descrive uno dei suoi libri "Tramonto, Buio, Luce"

Un libro che non va conservato in un cassetto ma dovrebbe diventare un piccolo tesoro per chi come me si è trovato e si trova tuttora ad affrontare momenti difficili e quando parlo di momenti difficili non mi riferisco soltanto ad una condizione di disabilità, ma qualsiasi situazione possa generare ansia, tensione, depressione nella vita di una persona. Magari farne un esempio di vita, immedesimarsi in certe situazioni e perché no trovare anche delle parole di conforto.

Parlare della propria vita non è facile, anche perché non basterebbe la stessa vita per raccontare tutto, ma l'esistenza di una persona, anche ad un'età molto piccola, può essere già stata segnata da qualcosa, da avvenimenti, da grandi emozioni.

All'età di sei anni sono stata investita da una macchina e che da quel giorno, dopo aver sconfitto la morte, mi sono ritrovata su una sedia a rotelle. In un secondo la mia vita di bambina spensierata si è trasformata in una lotta contro il dolore e contro la mia stessa vita, vita che nonostante tutto ho cercato di riottenere con tutte le mie forze.

"Tramonto, Buio, Luce", tre parole che sembrano racchiudere interamente la mia vita. Ho utilizzato il termine "tramonto" perché, come in una giornata di sole ad un certo punto cala la luce per dar spazio al buio della notte, così nella mia vita, nell'età più bella di ogni bambino, l'infanzia, ad un certo punto è calato il buio. Ma dopo la notte, dopo il buio, viene sempre il giorno, con la sua luce. Così pure nella mia vita, dopo un periodo di grandi sofferenze, è ricominciato a risplendere un raggio di sole.

Nelle pagine da me scritte ho cercato di riprendere con i miei ricordi quei momenti, quelle persone, quelle emozioni che da tempo porto nel mio cuore cercando di trasmettere qualcosa a chi ne ha bisogno come ne ho avuto io. "I ricordi che si susseguono in esso, i racconti della mia infanzia, adolescenza non vissuta, si susseguono come scene di un film".

Nel libro scrivo: "Come in una giornata resa luminosa dai raggi del sole ad una certa ora la luce è destinata a sparire, così nella mia vita dopo il Tramonto è arrivato il buio totale". "Era il 24 ottobre 1985, sembrava essere un giorno come tanti.... Eppure non è stato così perché un brutto destino stava per cambiare totalmente la mia vita. Avevo solo 6 anni, stavo tornando a casa dopo una mattinata trascorsa a scuola. Era il mio primo anno alle scuole elementari, frequentavano la prima elementare. Salii sul pulmino che mi avrebbe portato a casa... Quando arrivai davanti la mia abitazione scesi e dovevo fare solo un piccolo tratto di strada, dovevo soltanto attraversare, e mi accinsi a farlo, quando qualcosa mi travolse...... era la macchina del mio investitore....... Un pirata mi aveva investito davanti la mia abitazione sotto gli occhi increduli di mia madre che mi stava aspettando dall'altro lato della strada.

Dopo l'incidente credo che anche la persona più forte sarebbe caduta in depressione e anche io ho vissuto anni di buio per poi arrivare a convincermi che era necessario riportare nella mia vita quella luminosità di cui tanto avevo bisogno nonostante non avessi più l'uso delle gambe. Piano piano mi accorgevo che con le mie forze stavo uscendo dalle tenebre, dal buio, per andare verso la luce iniziando ad assaporare così le prime gioie, soddisfazioni, e soprattutto la gioia di esserci ancora per poter vivere seppur lottando.

Queste sensazioni e questi stati di umore non penso di averli provati e vissuti solo sulla mia pelle ma credo che facciano parte dello stato d'animo di qualsiasi persona si trova a vivere un certo tipo di disabilità o chi si trova a dover convivere con persone affette da un handicap. O ancora chi per altri motivi si ritrova a vivere un momento difficile della propria esistenza. Sempre più spesso certi stati d'animo o fisici ci portano ad allontanarci dal mondo che ci circonda. Per quanto mi riguarda è totalmente sbagliato perché è importante cercare di stabilire nuove relazioni con se stessi e con gli altri, non lasciandosi bloccare da un senso di inferiorità che sarebbe immotivato.

Il coraggio e la voglia di vivere sono stati mezzi importanti affinchè la mia sventura non divenisse provvida. Le sensazioni e le emozioni che ho provato in tanti momenti sono palpabili nel mio libro. Quando ho iniziato a scrivere il mio intento era quello, e lo è ancora oggi, di utilizzare le mie parole per arrivare al cuore della gente, regalare un sorriso, una speranza, soprattutto a chi soffre o magari sta attraversando un momento difficile della propria vita, perchè c'è sempre uno spiraglio, un raggio di luce. Occorre solo trovare dentro di noi la forza per reagire alle avversità. Il deficit fisico, anche il più semplice e banale, non deve diventare anche psicologico. Si deve avere la forza di accettare realisticamente le nuove situazioni che la vita ogni giorno ci riserva, anche se non si giungerà mai ad un'accettazione totale e priva di rimpianti. Essenziale sarà porsi il quesito su quali siano gli scopi della propria vita e sul modo di realizzarli. Occorre quindi la gestione in prima persona di idee, progetti e problemi, non solo riguardo alla carrozzina ad esempio, ma anche al proprio destino e all'intera esistenza. Quello che conta è cercare di stabilire nuove relazioni, non lasciandosi bloccare da un senso di inferiorità che sarebbe immotivato. Le limitazioni fisiche procurano indubbiamente sofferenza, ma sarebbe ingiusto, oltre che inutile e dannoso, soffermarsi di continuo su di esse, quasi fossero le più grandi del mondo.

La disabilità è una condizione che non può essere eliminata, ma che non dovrebbe neppure rappresentare il carattere determinante di una personalità: l'esistenza di una persona deve essere caratterizzata non dal tipo o dal livello di handicap , ma dal modo di essere donna o uomo, genitore, amante, amico, professionista o altro.

Ognuno di noi è importante e deve spendere fino in fondo i propri talenti, la grandiosità delle proprie forze e le difficoltà viverle ed esprimerle, tutto questo per assaporare il mondo, per assaporare la vita.

Tramonto, buio, luce è un libro semplice ma molto diretto e se sarò stata in grado di aiutare anche solo una persona a ritrovare il sorriso, per quanto mi riguarda sarebbe come aver compiuto un piccolo miracolo!


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UNA FIABA PER VOLARE

Copertina del libro UNA FIABA PER VOLARE13 bellissime Fiabe che potrete leggere ai vostri bambini oppure regalare ai nipotini o semplicemente acquistare per fare un'opera di bene. Come sapete il ricavato delle vendite sarà utilizzato per attivare un progetto di 12 ore a favore di 10 ragazzi diversamente abili che, avendo superato l'età scolare, hanno perso il contatto con il mondo della scuola, perdendo così la possibilità di socializzare con altri ragazzi, e sono rimasti isolati nel proprio piccolo mondo familiare che sappiamo bene non essere sufficiente. Il progetto accoglierà questi ragazzi nell'ambiente scolastico e metterà in atto attività di canto, danza, manipolazione, drammatizzazione. Il costo del libro è di 10 euro e tenendo conto che per attuare un progetto necessitano almeno 1200 euro, bisogna venderne almeno 120 copie. Dateci una mano! Se interessati, contattare l'ideatrice e responsabile del progetto, la Sig.ra Veronica Billone alla seguente mail: piccolastella1956@libero.it
Grazie



MEA CULPA

Copertina del libro MEA CULPAOggi il giallo è di moda, ma in realtà lo è sempre stato. È un genere che costringe il lettore a schierarsi, a prendere una posizione. Da che parte starà il lettore di Mea culpa? Da quella di Conticini, capitano dei carabinieri, o da quella dell'assassino? Da quella dell'odiata preside del liceo Livio Andronico, oppure non si schiererà affatto, in attesa che i misteri si svelino da sé? O forse si concentrerà di più sui temi che il libro tratta: la scuola, l'islam...? Meglio la cultura islamica o quella occidentale? Meglio la protezione mafiosa o la difesa della propria integrità morale? Tutti argomenti che gli autori propongono e a cui il lettore deve dare una risposta.

Scheda del libro! (http://www.lavitafelice.it/schedalibro.html?code=978-88-7799-319-9)

Copertina di Mea Culpa! (http://www.pianetabile.it/PDF/meaculpacopertina.pdf)









IN UN CERCHIO DI VITA

Copertina del libro IN UN CERCHIO DI VITAUmberto D'Anna, che da trentacinque anni combatte contro la tetraparesi spastica ed i pregiudizi che ne derivano, racconta la realtà dal punto di vista dei "diversi". La testimonianza ironica e critica ma anche carica di ottimismo e di speranza, di una "normalizzazione" possibile. "In questo senso è un libro arrabbiato: che delle obiezioni altrui non me ne può importar di meno, anzi, più situazioni forzerà, meglio sarà riuscito il libro". (Umberto D'Anna)
http://umbertodanna.jimdo.com/

Il libro di Umberto D'Anna In un cerchio di vita ha un pregio particolare: quello di essere una confessione autobiografica autentica e profondamente umana.
Una sensazione che il lettore avverte immediatamente di fronte a tante esperienze di dolore vissute senza falsi pudori, ma sempre con grande dignità. Quello dell'autore è un invito alla speranza e all'ottimismo, un rifiuto del vittimismo, della disperazione e dell'autocommiserazione: eppure ragioni per indurlo a simili atteggiamenti ne ha avute più d'una. Tutte tentazioni vinte grazie ad una volontà di ferro, ad un coraggio indomito, al proposito mai sconfessato di affermare, anche nella sofferenza quotidiana, la propria dignità di uomo.
Da trentacinque anni impegnato nella lotta contro la tetraparesi spastica che lo affligge fin dalla nascita, l'autore propone all'attenzione del lettore frammenti della sua vita legati alla sua patologia, che gli hanno fatto scoprire indifferenze, incomprensioni, incompetenze, ma anche solidarietà, dedizione professionale, amicizie, l'amore di una consorte, la gioia dei figli.
Un libro nato dal cuore ed insieme una riflessione critica su se stesso, che vuole essere di aiuto a chi soffre, a chi è segnato dall'esperienza del dolore. (Gabriele)






LA TERZA NAZIONE DEL MONDO

Copertina del libro LA TERZA NAZIONE DEL MONDOSerie Bianca Feltrinelli - In libreria dal 15 gennaio 2009

MATTEO SCHIANCHI

I disabili tra pregiudizio e realtà

Sono 650 milioni i disabili nel mondo, oltre il 10 per cento della popolazione globale. Tutti insieme popolerebbero la terza nazione del mondo dopo Cina e India. In Italia, sono circa 6 milioni, la seconda regione dopo la Lombardia. Sono le vittime di malattie congenite o acquisite, traumi psichici, incidenti sul lavoro e stradali, tumori. L'handicap non solo coinvolge molte persone, ma riguarda tutti poiché le sue cause stanno nei rischi, nelle fatalità, nelle casualità cui sono soggette le nostre esistenze. Proprio perché la temiamo, rifiutiamo la disabilità, la sua vista ci disturba e ci inquieta. L'handicap è un trauma che sconvolge i corpi, le soggettività, le relazioni degli individui e del mondo circostante. L'handicap è lutto della perdita della "normalità", non una menomazione, ma una specifica condizione umana.Ma non esiste handicap senza sguardo sull'handicap. Questo sguardo è pieno di rifiuto, pregiudizi, pietismo provati dai "normali" sui disabili e dai disabili su se stessi: qui si creano e si alimentano il rifiuto e l'emarginazione. Uno sguardo stigmatizzante che in realtà ha profonde radici psicologiche e culturali. Lo stato sociale è ancora insufficiente, nella prevenzione e nelle risposte alle forme di handicap, e dovrebbe rifarsi alla recentedichiarazione Onu dei diritti dei disabili, non ancora ratificata dall'Italia. Le politiche sono incentrate sull'assistenzialismo, ma hanno buchi strutturali che fanno dell'integrazione una chimera: barriere architettoniche, risorse insufficienti, leggi parzialmente applicate, nessuna fornitura di strumenti psicologici per affrontare il trauma. Questi deficit contribuiscono a sommergere i disabili nelle difficoltà quotidiane, nelle solitudini, nelle forme di povertà, in vite completamente sacrificate all'handicap.

Matteo Schianchi, laureato in Storia contemporanea, ha studiato presso l'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi. Svolge attività di ricerca storica e lavora come traduttore di saggistica. Ha partecipato agli Europei e ai Mondiali di nuoto con la nazionale italiana di sport disabili.

http://www.feltrinellieditore.it


L'incredibile agli occhi

Copertina del libro L'INCREDIBILE AGLI OCCHI
Questo libro raccoglie alcune importanti esperienze che vorrei comunicare ad un numero più ampio di persone di quelle che mi sono vicine quotidianamente. Vorrei trasmettere un messaggio di speranza, e provare ad arricchire di forza morale tutti coloro che si sentono vinti dalla mentalità, diffusa ancora oggi, secondo la quale una famiglia che debba affrontare l'handicap, non possa vivere una vita serena e felice, nonostante le problematiche di ogni giorno. Si tratta di capitoli che trasmettono le mie angosce, le ansie, le paure, ma anche la speranza, la forza, la gioia; questi stati d'animo mi accompagnano giorno dopo giorno, dal 28 Dicembre 1992, quando mi è stata donata Sara. Ho richiamato dal mio cuore le giornate indimenticabili, imprevedibili, misteriose, meravigliose, piene d'amore nei confronti della vita e vissute nel rispetto di una "Persona Fantastica, Unica" quale è mie figlia Sara. Il miracolo può essere compiuto dall'Amore; l'incredibile agli occhi può trasformarsi in realtà.









Non è stato per caso

Copertina del libro NON E' STATO PER CASORomanzo di Silvia Amato (http://www.silviamato.it)

dedicato ai miei figli, ai miei nipoti e a tutti i bambini, sperando che possano vivere in un mondo libero dal pregiudizio

Capitolo 1
Il caldo di quell'agosto torrido non sembrava riguardarla, erano le nove e mezza del mattino e se ne stava seduta da circa un ora nello scompartimento del treno che l'avrebbe riportata per due giorni a Roma. Immaginava il momento in cui avrebbe rivisto Claudia, la nipotina di Sebastiano, il suo uomo. I pensieri le si accavallavano in mente escludendola dalle chiacchiere dell'amica e dell'assistente sociale che le accompagnava. Gli alberi i prati e le case correvano fuori dal finestrino ed il rumore monotono del treno faceva da colonna sonora a quella sensazione che le nasceva dentro: qualcosa in embrione, che percepiva appena e non avrebbe saputo definire se non come la disposizione all'attesa di un evento nuovo, che, forse, avrebbe modificato la sua esistenza.
Continua a leggere il Primo Capitolo (http://www.pianetabile.it/art_trad/testoamato.doc)





Dove osano le aquile in carrozzina

Copertina del libro DOVE OSANO LE AQUILEI bambini diversamente abili: un manuale di pedagogia

Prefazione di Ugo Riccarelli

Come il leone chiuso in gabbia perde l'istinto del cacciatore, perché mangia tre volte al giorno, senza fare alcuna fatica, anche il disabile talvolta trova comodo non avere responsabilità di cui rendere conto a se stesso e alla comunità civile.
I genitori di bambini diversamente abili tendono nel loro approccio educativo ad evitare ai figli ogni sofferenza. Un errore grave, poiché l'iperprotezione provoca un notevole ritardo nel viaggio verso il diventare sempre più autonomi. La mancanza di fermezza nell'educare non favorisce uno sviluppo equilibrato del bambino disabile. A differenza di molte ricerche teoriche sull'handicap, questo libro rappresenta una testimonianza concreta ed efficace.

Marisa Bettassa, laureata in psicologia, insieme al marito Giancarlo condivide l'attività terapeutica e la condizione di disabile grave. Ha dimostrato con la sua vita e le sue avventure che i limiti sono soltanto dentro di noi.





67 ANNI IN UNA NOTTE..."LE PAGINE GIALLE..."

Copertina del libro 67 ANNI IN UNA NOTTE...LE PAGINE GIALLE...A richiesta www.handyscap.it (http://www.handyscap.it)

67 anni storyline

La fuga, la vendetta, la paura. Storia mezza astratta e mezza vera. Crudeltà perverse si annidano nelle menti di uomini insospettabili. La lotta impari contro il male che non mostra mai il suo vero volto. Il coraggio di un uomo anziano, ma non vecchio né domo. La ribellione, la sfida, la morte incerta e la nuova vita. L'erotismo sorprendente e lussurioso che si assapora ad una certa età.
Chi è l'indomito maresciallo? Pazzo visionario o intrepido eroe? Cosa raffigurano l'oscuro simbolo e la clinica degli orrori? I mostri, sono tra noi o dentro?
Se è vero che in ogni romanzo si cela una parte ignota del vero volto dell'autore, allora, inoltrandosi tra gli incredibili intrecci del racconto, non mancheranno certo gli spunti per immaginarlo: fuggiasco dal cuore impavido, ultimo eroe o martire ghermito dalle oscure facce della crudeltà latente che sente vivere in sé? Niente, o tutto di ciò.
Racconto nato in un momento duro, scaturito spontaneo alcuni anni fa. Oggi, fa riflettere il fatto che, in molti, troppi e insoliti elementi, è di terribile attualità.
Forse gli scrittori, quelli veri, sono misteriosi elementi. Animi artistici che, nonostante immobili e paralizzati, captano inquietanti essenze sospese nell'aria, ascoltano onde, grida, voci, vibrazioni e poi, dipingendo fumose ambiguità con frasi e parole, anticipano sconcertanti verità. Leggendo, forse qualcuno scoprirà l'altro lato della propria mente. Copertina di Alessandra Sartoris. Edizioni ELENA MOREA EDITORE - TO


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Boun divertimento, è assicurato


L'inguaribile voglia di vivere

Copertina del libro L'INGUARIBILE VOGLIA DI VIVEREMassimo Pandolfi ha raccolto, oltre alla testimonianza di Mario Melazzini, 8 storie di persone malate di Sla o con patologie simili: Racconti in presa diretta, indimenticabili, drammatici e al tempo stesso gioiosi:
condannati agli occhi del mondo Carlo, Cesare, Elena, Gian Piero, Luca, Maria Ausilia, Sebastiano e Patrizia insegnano nella malattia il valore della vita e l'amore per le cose più piccole che ci è dato di fare e condividere ogni giorno.
Annota l'autore nella sua premessa: " I primi tempi, per semplificare agli amici che cosa stavo scrivendo, dicevo:- Racconto le storie degli anti-Welby ". Mi sono pentito di avere usato questo termine, "anti", perchè in realtà non è e non vuole essere contro nessuno questo libro. E' solo "pro", è solo a favore del bene più grande che i cieli abbiano donato agli uomini: La vita, la libertà!
La vita è sacra, l'ho capito nella pratica. Me lo dicono la carne, me lo dicono le ossa, me lo dicono gli occhi, il cervello e l'anima di questi miei nuovi amici, prigionieri del loro corpo, eppure capaci di dare vita ai loro giorni, giorno dopo giorno, come e più di tanti di noi.Sembra incredibile, ma è proprio così.
Ecco perchè penso che un corpo malato può portare salute all'anima, rendendola più forte più tenace, più determinata, più disponibile a buttarsi con tutta sè stessa in quello che si vuole. L'urgenza dettata da uno stato patologico può diventare uno stimolo enorme per raggiungere traguardi considerati impensabili e apparentemente preclusi nella " vita precedente".
La malattia non porta via le emozioni, i sentimenti,la possibilità di comprendere che " l' essere conta di più del fare ". Può sembrare paradossale, ma un corpo nudo, spogliato della sua esuberanza, mortificato nella sua esteriorità fa brillare maggiormente l'anima, ovvero il luogo in cui sono presenti le chiavi che possono aprire, in qualunque momento, la via per completare nel modo migliore il proprio percorso di vita"!

"L'inguaribile voglia di vivere"
Massimo Pandolfi
Edizioni Ares


VADEMECUM FRA CIME E CREPACCI DELLA DISABILITÀ

Copertina del libro INTERVISTA COL DISABILEIn una società dove incontriamo sempre più disabili siamo certi di conoscerli davvero? Una popolazione come la nostra, che conta qualche milione di persone con disabilità, sa dire che cosa sia la disabilità?

▪ Dove la disabilità affonda le sue radici e qual è la situazione attuale?
▪ "Handicap" è semplicemente un termine brutto da usare?
▪ Quale rapporto lega la disabilità allo sviluppo tecnologico e alla società?
▪ C'è spazio per il sorriso nella disabilità?

In un contesto così variegato il volume vuole informare il lettore in maniera chiara e non superficiale sul che cosa sia oggi la disabilità nel nostro Paese.
Inoltre si intende evidenziare che quando tecnologia e società concorrono perfettamente a svolgere i propri ruoli in materia di disabilità, come nello sport, il disabile riesce a vivere correttamente la propria condizione umana.
Per completare la panoramica sul fenomeno il libro contiene una rassegna di contributi di personaggi autorevoli che raccontano la disabilità dal loro punto di vista: Gae Aulenti, Franco Bomprezzi, Paola Bucciarelli, Flavio Caroli, Dario Cassini, Davide Cervellin, Franco Di Mare, Pino Farinotti, Aldo Grasso, Ladri di Carrozzelle, Angelo Mantovani, Walter Passerini, Adriano Pessina, Giuseppe Remuzzi, Marco Rossi, Angelo Vescovi. Capitolo focale un'intervista a Luca Pancalli, vicepresidente CONI, presidente Comitato Italiano Paralimpico e segretario del Comitato Paralimpico Europeo. Ogni capitolo è introdotto da una vignetta di Emilio Giannelli.

Minnie Luongo, giornalista e comunicatrice scientifica, si occupa di salute & nonprofit. Per molti anni collaboratrice del Corriere della Sera e altre importanti testate giornalistiche, già autrice e conduttrice su RadioRai di una trasmissione sulla solidarietà. Ha pubblicato: Pronto Help! Le pagine gialle della salute; Come entrare nel mondo dell'assistenza; Vivere con il glaucoma; Sesso SOS, per amare informati. Fondatore e presidente di Creeds, Associazione Comunicatori, Redattori ed Esperti del Sociale.

Antonio Giuseppe Malafarina, esperto di disabilità a tutto tondo, pure in quanto egli stesso disabile. In particolare spazia dallo studio dell'accessibilità al Web, a quello degli ausili per la gestione del computer passando per la storia e la cultura della disabilità. Autore di articoli e di interventi a tema collabora con il gruppo Headnet dell'Istituto Neurologico Besta di Milano.

Per informazioni tel. 02 2837141 mail: giordano@francoangeli.it

Brava gente,
a seguito delle numerose richieste di acquisto del volume "Intervista col
disabile" segnalo qui di seguito il link cui accedere per procedere
all'acquisto on-line:

http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?CodiceLibro=1411.52

Ribadisco comunque che il volume è disponibile presso qualunque libreria
in genere su prenotazione.
Ogni bene, Antonio


RACCONTO BIOGRAFICO DI UNA MAMMA - DI VOLONTARIATO E AMORE

Copertina del libro LA FARFALLA DALLE ALI SPEZZATELa Erga Edizioni è lieta di annunciare l' uscita del volume: "La farfalla dalle ali spezzate" - l'amore, la forza e il coraggio per vivere - di Vittoria De Marco Veneziano; INTRODUZIONE prof. DOMAN - The Institutes for the Achievement of Human Potential (Istituti per il raggiungimento del potenziale umano)

Il dialogo orante di una madre con la figlia disabile:
scarica la presentazione (http://www.pianetabile.it/PDF/alispezzate.pdf)

In tutte le librerie

Distribuito da CDA Bologna:
ERGA s.n.c. di Fabio Merli & C.
via Biga 52 R. - 16144 GENOVA
Tel 010.83.28.441 - Fax 010.83.28.799
http://www.erga.it - roberta.merli@erga.it


UN MEDICO, UN MALATO, UN UOMO

Copertina del libro UN MEDICO, UN MALATO, UN UOMOCome la malattia che mi uccide mi ha insegnato a vivere

«La malattia non porta via le emozioni, i sentimenti, e fa anzi capire che l'essere conta più del fare. Può sembrare paradossale, ma un corpo nudo, spogliato della sua esuberanza, mortificato nella sua esteriorità, fa brillare maggiormente l'anima.» Mario Melazzini

Un medico di successo, una bella famiglia, una forma fisica da far invidia. Nel febbraio del 2002 Mario Melazzini pensa di essere un uomo realizzato. Ma quando sale in bicicletta per il suo allenamento quotidiano capisce che qualcosa non va. Il piede sinistro non risponde, il corpo gli disubbidisce. Comincia così il calvario della malattia. Ci vuole un anno per avere la diagnosi: è SLA, sclerosi laterale amiotrofica, una patologia degenerativa con la quale, mediamente, non si vive più di tre anni.

Il medico diventa malato e incontra sul suo cammino la sofferenza, la depressione, la paura, il desiderio di farla finita prima di finire come un vegetale.

L'anno successivo è durissimo: Mario passa dal rifiuto della malattia alla depressione più nera, arrivando a prendere un appuntamento con una clinica svizzera dove praticano il suicidio assistito. Poi fugge, lascia la famiglia e va nella sua casa in montagna, accompagnato dalla badante. Lì, nella più totale solitudine, reagisce, prende coscienza della sua malattia e scopre che la vita può essere ricca e interessante, nonostante tutto. Anzi, anche «grazie» a essa. La sua stessa professione acquista una nuova profondità. Ora, infatti, Mario vede le cose «dall'altra parte».

Da malato capisce il vero significato del rapporto tra medico e paziente, prende contatto con l'Associazione, viene eletto presidente e diventa un punto di riferimento per tantissimi malati.

Entra in contatto con decine di persone fragili e in compagnia di un cantautore famoso incomincia la sua più grande battaglia: quella contro la solitudine e l'abbandono che spesso accompagnano le patologie più gravi, contro quel sentimento di esclusione e di insignificanza che prima o dopo coglie tutti coloro che soffrono di handicap invalidanti.

Adesso non vuole più morire, ma «godere ogni minuto del miracolo di essere vivo».

il libro di MARIO MELAZZINI con Marco Piazza (http://www.pianetabile.it/default.asp?id=434) acquistalo qui! (http://www.lindau.it/schedaLibro.asp?idLibro=1083)


VIVERE MALGRADO LA VITA

Copertina del libro VIVERE MALGRADO LA VITAUno sguardo profondo, lucido e spietato su una condizione esistenziale comune a molte persone.
La vicenda di un ragazzo di diciotto anni che in seguito a un terribile incidente stradale diviene gravemente disabile. Un'esperienza sospesa tra la vita e la morte, tra il dolore e l'amore.
Una scrittura che rompe le barriere tra realtà e fiction, tra romanzo e saggio, tra vivere e filosofare, tra l'io-sè, e l'io-mondo!
"Non ho scritto questo libro per commuovere qualcuno, per muovere pietà verso di me o verso le persone che vivono in condizioni simili alla mia. Io non amo vivere di pietà!
La pietà per noi è un coltello dentro la piaga, l'estremo gesto di chi, nella presuntuosa speranza di condividere il tuo dolore, ti prende a martellate mostrandoti, però, di soffrire sinceramente.
Per noi è un handicap che si aggiunge a quello che già siamo costretti a sopportare. Una croce conficcata nella croce.
Ho imparato a disprezzare profondamente la commozione e la pietà che si provano nei nostri confronti. Le disprezzo perchè le considero ipocrite. Condividere il nostro dolore, le nostre sofferenze, le nostre piaghe è semplicemente impossibile! Se anche si volesse sinceramente condividerli, per fortuna non è possibile.
La fortuna di quest'impossibilità genera il mondo. Se il dolore fosse universale e perenne, il mondo smetterebbe d'esistere in una generazione. Il mondo esiste solo perchè il dolore si esperisce come dimensione individuale. L'individuo, non il mondo, può trovarsi in una dimensione che il resto del mondo giudica di perenne sofferenza.Anche se tanti, troppi individui vivono nel dolore, il resto del mondo può e deve continuare a vivere come se quel dolore non esistesse!"
Un tempo, prima, desideravo essere trattato come una persona eccezionale. Un tempo, ora,darei non so che cosa per ricevere un saluto,una parola, un sorriso,un abbraccio di quelli che si tributano alla persona più comune della terra.
Io vivo su una zattera sbrindellata in un mare sempre tempestoso, ma poche volte ho avuto l'esatta cognizione di naufragare nella vita.Una volta mi sono perso del tutto, un'altra mi sono ritrovato definitivamente!
A Totò: l'ironia, la viltà, l'alibi, la gioia della vita!

VIVERE MALGRADO LA VITA
sguardi di un disabile sul mondo.
di PINO TRIPODI
Edito DERIVE APPRODI


L'AURA DI TUTTI GIORNI

Copertina del libro L'AURA DI TUTTI GIORNIE' una storia delicata che arriva dalla provincia sana e vigorosa e il teatro è quello semplice e vitale di una famiglia e di una comunità che si guarda negli occhi senza fretta. In questo spazio pacato e diluito, l'evento sconvolgente non produce rumori assordanti e avvolge chi lo patisce come se volesse misurarne la resistenza e stabilire il valore delle sue doti migliori.
La vicenda silenziosa invece raggiunge noi col boato del tuono e dopo un breve smarrimento, la seguiamo come fosse una magica scia che diventa esaltante e gioiosa. Ci spinge fuori dalla corsa in cui stavamo soffocando e ci accompagna verso un percorso che avanza parallelo rispetto alle nostre inquietudini. Allora vorremmo scoprirci meno conformisti e meno impantanati nei modelli di vita che ci hanno imposto, perché Laura ci svela una dimensione visionaria, sognante e romantica in cui la sfida è il pane quotidiano e la tenacia, il coraggio sono essenza concreta e incessante.
Quella sfida non svanisce nell'immagine fantasiosa e irreale, non s'intimorisce e diventa inarrestabile. E' un'immensa storia d'amore fatta di traguardi intermedi, sempre nuovi, di attese vivaci e di grandi vittorie. Non c'è inerzia e non c'è immobilità. L'eccitante scommessa che affronta ogni giorno per inseguire le idee e i progetti non parte mai dal limite né dall'ostacolo e oltrepassa le barriere volandoci sopra.
"La normalità è quella linea sottile che traccia il confine tra il privilegio e il disagio". Questa definizione assume un rilievo imprescindibile nella società in cui viviamo. Privati come siamo di valori condivisi, di opportunità e armonia, intorpiditi dai messaggi incalzanti dei grandi comunicatori, dominati da classi dirigenti corrotte e incapaci, non possiamo far altro che subire un declino inesorabile. In questo labirinto fatto di squilibri e paure, le disuguaglianze e l'emarginazione diventato mali cronici dei quali è impossibile liberarsi e in questo universo limitante nel quale siamo immersi incontriamo ogni giorno le nostre disabilità.
Comunichiamo poco e male, c'incontriamo di sfuggita in luoghi spesso angusti. Siamo fermi di fronte a un televisore, a un computer, a una partita di calcio. Ci identifichiamo con un orecchino al naso o un tatuaggio per far parte di una tribù che non sogna e che non scommette sul suo futuro, con il sano desiderio di sfidare i confini che ci opprimono. Troppo spesso non ne siamo nemmeno consapevoli e viaggiamo col navigatore satellitare per non perderci e con la pillola antipatica per non tremare.
Ecco la chiave che Laura ci porge con dolcezza per annientare i muri che ci circondano. La sua curiosità, la sua passione e la legittima ambizione con cui esplora il suo viaggio hanno sempre un punto d'arrivo che trasgredisce la convenzione del limite e dell'esclusione. Le persone che la circondano e che le vogliono bene e quelle che incontra lungo il percorso sono parte integrante della sua storia e ne vengono benevolmente contagiati. Condividono entusiasmi in una complicità che raggiunge attimi di ebbrezza travolgenti e in questa vicinanza si realizzano i sogni della bambina, della ragazza e della donna che un giorno decise d'imparare a volare e riuscì a farlo.
Questa storia sembra giungere da un tempo diverso, che pure dovrebbe essere anche il nostro. Ci racconta di un mondo in cui vivere sarebbe più sereno come potrebbe essere anche il nostro. Un mondo libero, coraggioso, leale e abile.
Laura è talmente abile da sfiorarci il cuore e con amore ci fa sentire meno immobili e meno infreddoliti, fino a spingerci a capire che non è cosi importante affannarci in questa corsa pazza e inutile in cui c'è poco tempo per amare.

Laura BOERCI
L'AURA DI TUTTI GIORNI
IBISKOS EDITRICE RISOLO


Anni senza vita al Cottolengo

Copertina del libro Anni senza vita al CottolengoÈ la storia di due persone, Roberto e Piero, che dopo molti anni di ricovero al Cottolengo di Torino decidono di non essere più affidate al "buon cuore degli altri" ma di iniziare a vivere una vita autonoma fuori dall'istituto. La tesi che il libro vuole dimostrare è molto netta: gli istituti non devono più esistere. La tesi suona particolarmente dura in quanto il riferimento diretto è quel Cottolengo tradizionalmente proposto come uno dei segni del bene sulla terra, quel Cottolengo dove molte persone hanno speso la loro vita volendo donarla ai più bisognosi.
È un libro pesante da leggere, ma può valerne la pena.
Non tanto perché si vede che anche in una realta' caritativa come il Cottolengo alcuni operatori sono 'buoni' e altri no (non necessariamente per cattiva volontà, anche solo per atteggiamenti inadeguati). È scontato che sia così.
Quel che colpisce, che turba, è vedere quanto poco un'istituzione caritativa come il Cottolengo abbia dato a Roberto e Piero: 'assistenza' in cambio di 'docilita", e poco piu'. Davvero troppo poco per un bambino, e ancor più per un bambino disabile.
Certo, la denuncia dei limiti di istituzioni del tipo del Cottolengo andrebbe integrata ricordando - cosa che nel libro si omette di fare - che storicamente in molti casi simili istituzioni hanno costituito una alternativa a condizioni peggiori per gli handicappati.
Ma resta l'impressione che simili istituzioni siano state e siano ancor oggi una trappola capace di inghiottire tanti slanci caritativi e tante vite bisognose, dando troppo poco in termini di gioia, amore, speranza. La tesi del libro è proprio che la grande istituzione di ricovero per disabili - un po' come i vecchi grandi ospedali psichiatrici - sia in sé un errore perché inevitabilmente troppo rigida e fredda e orientata a creare 'assistiti' piuttosto che 'persone'.
Le autrici del libro sono tra coloro che ritengono che la societa' potrebbe fare a meno di simili istituzioni e utilizzare meglio le risorse disponibili così da dare a tutti i disabili molto di più.
A riguardo, invero, tra gli addetti ai lavori ci sono opinioni diverse, c'è chi ritiene che seppur in misura minore che nel passato ancor oggi sia necessario utilizzare nella risposta sociale al problema dell'handicap anche l'istituzione di ricovero che in certa misura si rivelerebbe in pratica insostituibile.
Comunque, è questo un libro che induce ad un impegno forte perché nulla sia trascurato affinché ai Roberto e ai Piero di domani sia dato qualcosa di piu' di quello che hanno ricevuto quel ragazzo di nome Roberto e quel ragazzo di nome Piero di cui il libro ci racconta la storia.

Ennio Codini

Emilia De Rienzo e Claudia De Figueiredo, Anni senza vita al Cottolengo, Rosemberg & Sellier, Torino 2000.


Mio figlio ha le ali

Copertina del libro Mio figlio ha le aliVi presentiamo qui un libro molto interessante, che tratta il tema delicato della disabilità infantile attraverso un sentimento unico ed incomparabile, l'amore di una madre e di un padre verso il proprio figlio.

Mauro Ossola et al. (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=945)
Mio figlio ha le ali
Storie di quotidiana disabilità
ATTENZIONE! Il volume sarà disponibile dal 04 settembre 2007.

Gli altri autori: Marina Cometto (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=992), Rossella Margherita (Monaco) (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=987), Claudio Dardi (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=989), Fabiana Gianni (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=986), Chiara Bonanno Madussi (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=985), Giorgio Genta (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=990), Patrizia de Gregoriis (http://www.erickson.it/erickson/author.do?id=988)

Cosa possono raccontare delle storie di quotidiana disabilità? Dipende da cosa ci si aspetta di trovare. Solo lacrime, disperazione o rassegnazione? No, non in questo libro. Raccontano determinazione, rabbia, fede e forza indicibile; raccontano i sorrisi di bambini che non sono sventure, di madri non dipinte in nero, di papà a volte un po' strani, ma tutti uniti da un unico «credo»: la diversità allontana solo al primo approccio. Dopo subentra il desiderio di conoscere — quello che ha permesso all'uomo di arrivare fin sulla Luna — e a quel punto la disabilità affascina, seduce, perché si scoprono differenze, accanto a somiglianze, in un miscuglio che si prova invano a separare scoprendo poi, invece, che è perfetto così: come una gemma incastonata in una roccia che riluce il doppio proprio grazie al contrasto. (Chiara Bonanno)

Contenuti
-Introduzione
- Capitolo primo: Claudia & family (Marina Cometto)
- Capitolo secondo: Walter (Rossella Margherita Monaco)
- Capitolo terzo: Lulu (Claudio Dardi)
- Capitolo quarto: La storia di Diletta (Fabiana Gianni)
- Capitolo quinto: Simone (Chiara Bonanno Madussi)
- Capitolo sesto: Emanuele (Mauro Ossola)
- Capitolo settimo: Abile, disabile, disabile grave: storia di Silvia e della sua famiglia (Giorgio Genta)
- Capitolo ottavo: Andy (Patrizia de Gregoriis)
- Decalogo
- Glossario e indirizzi utili


Con gli occhi sbarrati

Copertina del libro Con gli occhi sbarratiCon la diretta testimonianza di Salvatore Crisafulli
è nato il libro "Con gli occhi sbarrati"
Tamara Ferrari e Salvatore Crisafulli
(l'airone editrice)

Voglio raccontare al mondo la mia esperienza.Voglio che tutti sappiano che cosa vuol dire vivere paralizzati su un letto, senza potersi muovere nè parlare, con i medici che dicono che non capisci niente!
Voglio farlo per aiutare me stesso, le persone come me e i loro familiari".
E' nato così, con la sua diretta testimonianza, il libro " Con gli occhi sbarrati", che ricostruisce, passo per passo, l'intera vicenda di quello che è stato soprannominato il "Terri Schiavo" italiano.
Provate a chiudere gli occhi per un attimo e immaginate di non poter più parlare, e nemmeno muovere le gambe. Siete sdraiati su un letto d'ospedale e sentite accanto a voi i vostri familiari che parlano. Vorreste rispondere, ma una mano invisibile vi tappa la bocca. Vorreste fare un cenno per far capire che ci siete, ma catene invisibili vi tengono legati al letto.
Ecco, Salvatore Crisafulli si sentiva così! Era presente ma non poteva dimostrarlo. Ha vissuto in questo stato per oltre un anno e mezzo, un lungo periodo di tempo, durante il quale solo la sua famiglia aveva capito che lui era cosciente. La maggior parte dei medici che lo visitavano, infatti sosteneva che si trovava in stato vegetativo permanente e i suoi gesti, i suoi tentativi di dimostrare che c'era, erano solo movimenti involontari. Poi la svolta, ricoverato in un ospedale è riconosciuto cosciente! Salvatore può, finalmente, comunicare i suoi pensieri attraverso un computer: aiutato da appositi sensori, scrive con gli occhi.
E da quel momento ha iniziato a scrivere la sua storia con gli occhi, a dettare le sue sensazioni e i suoi sentimenti! Farlo non è stato facile, Scrivere anche la più semplice delle parole richiede a Salvatore uno sforzo tremendo e tanto tempo prima che riesca a scrivere una frase di senso compiuto!
Nella sua impresa non è stato solo. Se questo libro esiste è perchè i suoi due fratelli, Pietro e Marcello, per assisterlo hanno perso il lavoro, non lo hanno abbandonato nemmeno in questo momento. Entrambi hanno trascorso intere giornate seduti accanto al suo letto. Lo hanno fatto perchè amano il fratello e volevano soddisfare ogni suo desiderio! Ma, anche perchè tutta la Famiglia Crisafulli è convinta che, raccontando la propria storia, potrà aiutare tante persone che in questo momento stanno vivendo situazioni analoghe alla loro!

Mariateresa Montanaro

Per maggiori dettagli ed acquisto clicca qui! (http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=8879448420)

Visita il sito di Salvatore! (http://www.salvatorecrisafulli.it)


L'angelo della Basilica

Copertina del libro L'Angelo della Basilica2007, Bradipo Editore - Torino

In un contesto storico che inizia durante i duri anni della seconda guerra mondiale, un giovane fotografo torinese si trova ad essere involontario testimone di un avvenimento inspiegabile. Il fatto segnerà la sua vita, affiancandola alle gesta di una squadra di calcio.

È quel Grande Torino che, nel primo dopoguerra, rappresentava la rinascita dell'intera nazione. L'azione si sviluppa rapidamente tra ricordi di famiglia, giovani passioni e vivaci diapositive d'agonismo sportivo, restituendo un'immagine di un Piemonte semplice e laborioso, ormai superato dai tempi. Le suggestioni trainanti sono molteplici e incastrate tra loro: la velata malinconia, consapevolezza del tempo che trascorre inesorabile è dominata dall'inquietante mistero dell'angelo, l'indefinito protagonista e metafora dei mille volti del destino, mentre il sogno s'intreccia con la realtà ed ogni particolare diventa primo attore nel descrivere luoghi, volti e momenti.

Il romanzo miscela angeli e passione sportiva, richiama paesi di provincia, amori, aeroplani, escogitando ipotizzabili, improbabili eventi. Svelto si avviluppa senza soste e mentre il protagonista narra, si avvicina all'epilogo, tanto scontato, quanto improvviso e toccante.

Questo libro mi piace! Lo voglio! (http://www.handyscap.it/acquisto_libri_sculture.htm)


Handicap?

Copertina del libro handicap?Certe esperienze ti cambiano, ti rafforzano, ti fanno capire meglio la vita, altre ti annichiliscono, ti devastano e ti uccidono. Da tutto quel dolore ho saputo e, forse, dovuto coglierne i lati migliori per poter affrontare il resto del mio futuro con coraggio, determinazione e serenità. L' importante è non lasciarsi scoraggiare, lottare per i propri ideali e cercare di vincere...sempre e comunque...

Dettagli del prodotto:

Stampato: 240 pagine, 6" x 9", jacket-hardcover rilegatura, B/N inchiostro per l'interno
Editore: Elisa Vavassori e isichiara
Copyright: © 2007 Standard Copyright License
Lingua: Italian
Paese: Italy
Edizione: Deluxe edition

Abbiamo raccolto i seguenti giudizi:

- E' un libro interessante che porta alla ribalta un problema scottante. Dovrebbe essere letto da tutti. M.R.

- Mi sono spesso commosso leggendo "Handicap?": lo trovo un libro delicato e ritengo le scrittrici persone di estrema sensibilità e coraggio. S.C.

- Ho sofferto con Elisa e ho lottato con isichiara. "Handicap?" è un libro che ti coinvolge e ti fa riflettere. F.R.

- Mi ha commosso la storia di Elisa: rimango incredulo di fronte alla lotta titanica che isichiara ha dovuto sostenere in qualità di insegnante di sostegno. F.B.

- Mi sono accostato al libro con diffidenza, dato il tema. E' però trattato con tale leggerezza e con quella punta di ironia che mi ha permesso di arrivare in fondo senza un attimo di noia. H.R.

- Ma è davvero così nelle scuole? E' uno scenario da brividi. R.D.

Il libro ha dunque riscosso un promettente successo iniziale: si prevede una buona distribuzione.

Acquista il libro cliccando qui! (http://www.lulu.com/content/698996)


Lo Scafandro e la Farfalla

Copertina del libro Lo Scafandro e la FarfallaQuando esce dal coma, Jean-Dominique Bauby può compiere un solo movimento: sbattere la palpebra sinistra. E con quell'unico, quasi impercettibile movimento Bauby ha trovato il modo per raccontarci come il suo spirito abbia continuato a viaggiare e a sognare.

«Un racconto di viaggio scritto dal fondo di una prigione. La più terribile delle prigioni, il più libero dei viaggi... Ancora più del coraggio, saluto l'opera. Non si tratta di un'impresa ma di letteratura, vale a dire di esplorazione. Cosa resta quando ci è rimasta sola la cosa principale, la vita?»

Il Venerdì di Repubblica

"Ha voglia di dire qualcosa alle persone che si muovono: Continuate. Ma fate attenzione a non essere divorati dalla vostra agitazione. Anche l'immobilità è fonte di gioia"!
In questa frase di Jean Dominique Bauby sta forse l'essenza del suo libro. Scritto con la passione e la determinazione di chi scrivere non può più e non può più fare nulla di ciò che la vita gli ha permesso di fare per quarantaquattro anni! Redattore capo della prestigiosa rivista francese "Elle", Bauby è colpito improvvisamente da un ictus che lo getta in coma profondo; quando ne esce, tutte le sue funzioni motorie sono deteriorate. Colpito da quella che la medicina chiama "locked-in syndrome", e che lascia perfettamente lucidi ma prigionieri del proprio corpo inerte, Bauby non può più muoversi, mangiare, parlare o anche semplicemente respirare senza aiuto.
In quel corpo rigido e incontrollabile come lo scafandro di un palombaro, solo un occhio si muove. Quell'occhio, il sinistro, è il suo legame con il mondo, con gli altri, con la vita!
Dopo l'impatto traumatico iniziale con questa nuova realtà, Bauby riprende con gran fatica le comunicazioni con il mondo esterno! Con quell'unica parte del suo corpo dominabile crea un codice alfabetico che gli permette di trasmettere i suoi pensieri a chi gli sta vicino. Sbattendo una volta le palpebre del suo occhio dice di sì, due volte significano un no. Sempre con un battito di ciglia, ferma l'interlocutore su una lettera dell'alfabeto che gli viene recitato secondo l'ordine di frequenza della lingua francese...! E, lettera dopo lettera, Bauby detta parole, frasi, pagine intere...
Lo scafandro non ha impedito alla farfalla di uscire, di camminare, di ricordare la vita vissuta (sempre più lontana e indistinta, quasi come un sogno), l'immaginazione, un ipotetico futuro, di raccontare le sue sensazioni, le sue disperazioni ma anche le aspettative, le speranze e i momenti di felicità!
Con il suo occhio Bauby scrive questo libro: per settimane intere ogni mattina prima dell'alba, pensa e memorizza un capitolo che più tardi detta a una redattrice del suo editore.
Così, da dietro l'oblò del suo scafandro, ci invia le cartoline di un mondo che possiamo solo immaginare, dove vola leggera la farfalla del suo spirito.
Uno spirito di volta in volta sarcastico e malinconico, disincantato e poetico, di un 'intensità che fa stringere il cuore. Quando rimangono solo le parole, nessuna parola è di troppo!

Maria Teresa Montanaro

Jean-Dominique Bauby è nato nel 1952. Giornalista e redattore capo di Elle, dall'8 dicembre 1995 ha condotto un'esistenza di grande disabile; di «vegetale», come dicevano alcuni, o di «mutante», come a lui piaceva definire se stesso. È morto in seguito a un arresto cardiaco il 9 marzo 1997, all'età di 45 anni, pochi giorni dopo aver visto pubblicato il suo libro. Prima di morire, Bauby ha fondato l'A.L.I.S. (Association of the locked-in syndrome), che può essere contattata ai seguenti indirizzi: http://www.club-internet.fr/alis - e-mail: alis@club-internet.fr .

Titoli di Jean-Dominique Bauby nel catalogo TEA
Lo scafandro e la farfalla (http://www.tealibri.it/scheda.asp?idlibro=513)


Leggete questo libro, grazie

Il nostro amico e collaboratore Severino Mingroni ha scritto un libro, "Io, ex normodotato, ora 'lockedin"', e ci ha chiesto di pubblicarlo. Certamente non siamo quella casa editrice che potrebbe servire al nostro amico a fare quel decollo che lo potrebbe portare ad una maggiore attenzione di pubblico e, di conseguenza, una altrettanto maggiore attenzione da parte del legislatore. Ma crediamo, anche se sicuramente questo luogo non e' quello di successi editoriali strepitosi, di essere il luogo deputato per eccellenza per presentarlo e per farlo leggere. Invito che rivolgiamo anche a chi, in materia, non e' nuovo e che, apparentemente di storie come quella di Mingroni ne conosce diverse: in questo ambito non si smette mai di imparare, soprattutto non si smette mai di rendersi conto di cosa significhi la condizione in cui persone come Mingroni sono costrette a stare, senza speranza, confortati dalla propria rabbia e impotenza fisica e civica: stiamo parlando dei risvolti disastrosi delle scelte politiche dei nostri legislatori, quelli che cercano di nascondere (anche a se stessi) la realta' della non-ricerca e del non-impegno del nostro Paese sul fronte delle staminali embrionali.
Una storia e una riflessione che danno il senso al necessario tecnicismo (scientifico e normativo) di cui ci occupiamo in tutto il notiziario.
Eccolo: scarica "La giornata tipo di un Locked-in" (http://www.pianetabile.it/PDF/libroSeverinoMingroni.pdf)


Io che vivo sopra un altro pianeta


2006, Elena Morea - Torino

La vita è un imprevedibile tragitto, durante il quale, ogni uomo dovrebbe perseguire il suo sogno, consapevole d'essere soltanto una breve comparsa e che nulla è più importante d'onorare se stesso, il proprio tempo, il luogo, la grande Madre Terra, staccandosi dall'arroganza d'essere un organismo vivente essenziale o eterno, ma senza abbandonare l'opportunità di lasciare al Mondo anche una minuscola, positiva testimonianza della nostra unica, irripetibile, fugace esistenza.

Il pianeta è il sogno e la realtà, la finzione e la lealtà, il bene e il male, i tanti oscuri volti di un misterioso percorso disseminato di opposti che si confrontano e si fondono. È una casa su cui vivo, socievole eremita. Dal mio pianeta osservo il Mondo e lo vedo rotolare male, come un solido spigoloso che non è più rotondo. Sì lo so, è un gesto presuntuoso raccontare la mia terra come se fosse davvero importante, ma se, tra tante metafore, allegorie, espressioni figurate, che rendono il racconto un po' intricato, qualcuno salirà sul mio pianeta descritto in faticosa rima stonata, sarà certo il benvenuto. Da bambino mi raccontavano delle cose vere come fossero filastrocche. Le ascoltavo e ci credevo. Oggi ascolto molte balle narrate come veritiere. Il pianeta mi ha portato altrove...

Questo libro mi piace! Lo voglio! LO COMPRO (http://www.handyscap.it/acquisto_libri_sculture.htm)!

Carlo Mariano Sartoris - carlomariano@libero.it - http://www.handyscap.it


Non lasciatevi soli

Le emozioni pù forti che questa opera di Cristian Baccano suscita emergono non dal bagaglio della memoria, dal ricordo, bensì dal lucido pensiero del protagonista che, spinto da una fotografia, decide di mettere i propri trascorsi nero su bianco, riflettendo su se stesso.
Tommaso, la sua carrozzella, il suo ultimo progetto!
"Non lasciatevi soli" è un romanzo che si snoda lungo un percorso parallelo: il passato raccontato al presente irrompe nel presente, raccontato al passato!
Il passato rievocato è la vita,l'amore, l'amicizia, il bene; il presente cui Tommaso soggiace ne è la negazione assoluta.
Nel registrare la sua storia, Tommaso riesce ad analizzarla, a scomporla per poi ricomporla, a ri-viverla:droga, alcool, eutanasia, paraplegia assumono il ruolo di personaggi non secondari, che affiancano l'amore e l'amicizia, tematiche fermate dalla penna dell'autore, immobilizzate nell'atto della scrittura, che si rivela essere una complice, un'amica, una guida per il protagonista verso la sentita suprema scelta!
"E così mi proiettai davanti al computer e, attratto da una misteriosa forza, incominciai a scrivere e a raccontare di quei tempi magici in cui esisteva solo la ricerca della felicità e dell'amore"!

Cristian Baccano
"Non lasciatevi soli".
Ed. Il filo.


E li chiamano disabili

In questo libro troverete quella capacità di incuriosire, di affascinare noi lettori, di prenderci sottobraccio e convincerci, in poche righe, a compiere insieme all'autore, un viaggio dentro la storia che ci sta per raccontare.
Ci insegna a saper cogliere la profondità dei sentimenti, delle emozioni, di quei valori che muovono il nostro animo come il vento increspa le onde dell'acqua.
L'esplorazione del mondo dei disabili non deve essere vissuta attraverso lo stereotipo di un viaggio nel dolore e nell'angoscia.
Il conformismo della "normalità" nei ritratti e nelle storie raccontate da Candido Cannavò si frantuma contro situazioni governate dall'orgoglio, dalla magia del vivere, dall'intelligenza e dal genio che sostituisce e supera competenze e abilità. Che crea, che inventa, che usa fantasia, immaginazione e soprattutto VITA!
Le storie di Paolo,Mirko,Franco e Maria,per dire solo di alcuni, sono quelle di persone che devono affrontare quotidianamente il problema della loro disabilità, ma che vogliono essere e sono chirurghi, scrittori, pittori, e in questa loro volontà esprimono quella forza che è, prima di tutto, vera vita..
Chiaro e preciso il concetto per cui: "ogni cittadino ha diritto ad avere pari opportunità, a non essere trattato diversamente. A giocare - come scrive l'autore - da pari a pari. Sempre.
Il modo è quello della concretezza, della capacità di passare dalle parole ai fatti, costruendo un sistema che abbandoni l'idea dell'assistenzialismo e guardi alle persone diversamente abili in maniera attiva, come risorse positive della comunità!
Il colloquio con Andrea Pontiggia, figlio dello scrittore Giuseppe e protagonista letterario di " Nati due volte", chiude il suo "viaggio"!
Con sensibilità e attenzione annota in punta di penna e fa emergere la grandezza e la reale eroicità di chi deve nascere due volte per arrampicarsi sulla vita, "verso traguardi che meriterebbero un podio olimpico"!
La forza delle storie raccontate sta proprio nella considerazione della "diversità" fatta senza pietismo, perchè i personaggi, le parole di questo libro impongono il rispetto e l'attenzione verso chi, da una posizione differente e svantaggiata, dimostra di essere in grado di insegnarci volontà e forza vitale,quella forza che è in tutto e per tutto una risorsa preziosa per la nostra società, per la nostra consapevolezza di essere umani!

"E li chiamano disabili"
di Candido Cannavò
Ed. Rizzoli


Quando c'era Superman

L' ultima avventura di Ambrogio Fogar, viaggiatore, esploratore, uomo delle grandi imprese, uno spirito libero costretto alla sfida dell'immobilità.
Queste pagine sono il suo messaggio nella bottiglia: una grande dichiarazione di amore, di speranza, di coraggio!
Ambrogio Fogar non si era mai fermato di fronte a nulla! Era stato l'uomo che spaccava le montagne, un uomo senza pace, continuamente teso a superare un limite. Nell'arco di poco più di un decennio, aveva affrontato i ghiacci dell'Artico, compiuto una traversata atlantica ed era diventato il primo navigatore italiano a compiere il giro del mondo in barca a vela in solitario controvento!
Aveva continuato a percorrere in lungo e in largo il mondo con l'ansia di dimostrare che gli eroi esistono ancora:non quelli che non hanno paura di niente, ma quelli così coraggiosi da affrontarle tutte, le paure: le più grandi, le più assurde,le più terribili.
Poi la sua Range Rover incappa in un enorme blocco di pietra che appare all'improvviso tra la sabbia.Il pilota, al volante, ne esce pressochè illeso. A 51 anni compiuti, stordito dall'assenza totale del dolore, quell'eroe si è risvegliato in un letto d'ospedale senza potersi sottrarre alla più allucinante delle imprese.Può parlare solamente attraverso una macchina.E l'unica cosa che gli rimane di se stesso è una testa che pesa!
Che pesa ma che pensa, ricorda, sente,perfino progetta.
Rapito da una nuova dimensione del tempo, Fogar ripercorre a ritroso le proprie avventure ma questa volta i suoi occhi illuminano anche i momenti che non si erano mostrati.
Nessuno può dirlo se non le sue parole, come un vecchio Barone di Munchhausen che si sveglia da autentico eroe. La sua sincerità è viva, pulsante. E' voce che raggiunge fino in fondo.
E' eco della sfida tenacissima di un uomo che trova conforto nel coraggio indomabile di Christopher Reeve,Superman, cui è toccata la sua stessa sorte.
E' l'ultima avventura di chi combatte per affermare a gran voce il diritto a lottare sempre per una vita migliore.
"Se qualcuno di voi riuscirà ad affrontare i fastidi della vita quotidiana con un coraggioso sorriso dove ieri c'era solo disperazione o noia, allora questa fatica avrà un senso, e per me sarà una vittoria"!


"Quando c'era Superman"
L'ultima avventura di una vita controvento.
Ambrogio Fogar con Fabrizio Hugony
Ediz. Piemme.

 

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